Sarà sempre così?

Brunetta

Utente di lunga data
La divisione e guerra traditori contro traditi non giova a nessuno...questo dovrebbe essere un posto dove con l'aiuto dell'anonimato uno si può mettere in discussione e può affrontare argomenti che per ovvie ragioni non possono essere trattati nella vita "reale".
Parlare con frasi fatte o partire sempre dai soliti punti di vista senza cercare di cambiare visione non giova a nessuno...che poi...questo è l'unico posto dove nessuno deve rendere conto a nessuno...sarebbe molto interessante confrontarsi senza cercare il buono e il cattivo della situazione.
Io non ho letto nessun tono accusatorio da anni.
 

Etta

Utente di lunga data
Anche i muri possono avere buchi😵💫
Scary movie docet.

Quindi per te è giusto avere sempre la sensazione di essere sotto processo?
Questo è un posto dove la gente dovrebbe venire per condividere le proprie esperienze non per essere giudicati.
Nessuno dei traditori vuole sentirsi dire che sta facendo una bella cosa ma è brutto tutte le volte che scriviamo qualcosa sentirsi rispondere che non dovremmo neppure avere il diritto di avere un pensiero, non ha senso, siamo persone normalissime.
Che poi sotto processo e giudicati lo siamo anche noi fedeli.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ma no, sto dicendo una cosa diversa. Io non chiedo a una persona che e' stata vittima di un torto di capire o solidalizzare con chi ritiene responsabile di torti simili.
Mi infastudisce se, traditi o no, mi chiedono di spiegare, lo faccio, ma in realta' e' una richiesta di facciata, che serve a dirmi che trovo scuse o che mi giustifico. Me lo hanno chiesto, rispondo e prendono la risposta come se l'avessi voluta imporre io.
Dopo di che non ho mai negato che e' un modo sbagliato di rispondere agli eventi. Al massimo dico che non e' sempre il peggiore o che ci sono eventi che rendono la risposta comprensibile.
Io te l'ho chiesto perché mi serviva come base imponibile per il calcolo dei Pater Noster e delle Ave Maria da comminarti per espiare il tuo peccato

Leggi la risposta di @Nicky a @Brunetta ... è sempre stata più brava di me a spiegarsi e se mi conosci sai benissimo che io non cerco approvazione né pacche sulle spalle, dà fastidio il partire prevenuti...se non erro su una discussione in cui parlavamo di reati io fui zittita perché essendo traditrice non potevo esprimermi perché persona che non aveva morale...quando non si sa più che argomenti portare si esce sempre con la solita zolfa...alla lunga stanca la cosa.
Ma chi è quello stronzo?

Io non ho letto nessun tono accusatorio da anni.
Beh insomma, il più pulito c'ha la rogna, dai su

La divisione e guerra traditori contro traditi non giova a nessuno...questo dovrebbe essere un posto dove con l'aiuto dell'anonimato uno si può mettere in discussione e può affrontare argomenti che per ovvie ragioni non possono essere trattati nella vita "reale".
Parlare con frasi fatte o partire sempre dai soliti punti di vista senza cercare di cambiare visione non giova a nessuno...che poi...questo è l'unico posto dove nessuno deve rendere conto a nessuno...sarebbe molto interessante confrontarsi senza cercare il buono e il cattivo della situazione.
Ah si, anche perché le corna oggi le metti, domani le prendi
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Eh sono ancora indaffarata, finiro' di pregare nel 3000 😄
Volevo dirti che tu in realta' sei un cornasubente perfetto, ma scritto cosi non pare un complimento, devo trovare un'altra formula 😄
Magari non suona come complimento, ma è corretta.. poi dipende da cosa intendi.. cosa intendi?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Penso che tu abbia capito e elaborato in modo corretto quello che hai vissuto, andando avanti e cosi con te si puo' parlare, sai visa e' sbagliato ma non ti sei chiuso o incattivito.
Eh no, purtroppo il rischio è proprio quello di incattivirsi. A parte cose macro (tipo nonno Nanni nel lettone) che non dovrebbe esserci il bisogno di fare presente che sono sgradite, su tante cose micro, diciamo soggettivamente intollerabili, prima (intendo prima anche della mia ex moglie) ero molto più tollerante, forse troppo, nel senso che se non comunichi che la tal cosa micro ti dà fastidio presumendo che l'altro ci arrivi da solo, introduci il rischio serio di sconfinamenti sempre più profondi fino ad arrivare a cose macro, ovvero oggettivamente intollerabili, mentre la strategia corretta sarebbe stoppare subito i micro sconfinamenti facendo presente che la tal cosa non è gradita, prima con le buone (perchè l'altro potrebbe giustamente non sapere), poi come avvertimento e infine, se insiste, come ultimatum. Oggi come oggi il passaggio da micro sconfinamento ad ultimatum si è molto molto accorciato. Non so se ho reso idea.
 
Ultima modifica:

Jim Cain

Utente di lunga data
Intende dire che un tradito subisce la cosa, non la decide lui, gli viene imposta diciamo cosi. Quindi dal suo punto di vista è più normale che sia la vittima a porsi delle domande su ciò che ha subito. Mentre il carnefice (traditore) dal suo punto di vista non è che non puo’ porsi domande, ma gli suona più strano, perché è proprio il traditore che decide di fare le corna. Della serie: È una cosa che hai deciso tu, hai fatto tutto te e ti lamenti pure?

Grossomodo è un po’ il ragionamento che fanno certe persone quando il partner che lascia per primo il compagno/a perde automaticamente il diritto di starci male. “Eh ma sei tu che hai lasciato il tuo partner e ci stai pure male?” È un modo di vedere le cose al quanto limitato ed è un modo di vivere in un mondo privo di sfumature.

Un po’ come quelli che a me hanno detto “scopatele entrambe e non fare la lagna” è un modo di vivere e vedere le cose o in bianco o in nero. Non sto giudicando chi vive così, né sto dicendo che sia giusto o sbagliato, ma almeno dal mio punto di vista è un modo che non mi appartiene.

Scusa per le mille ripetizioni, sono un po’ cotto oggi.
Non intendevo dire che chi tradisce non possa farsi domande.
Il punto era un altro: chi subisce un tradimento si ritrova addosso una scelta presa da qualcun altro, quindi è quasi inevitabile che cerchi spiegazioni, conforto, un confronto per elaborarla.
Chi tradisce, invece, parte comunque da un’azione che ha scelto lui.
Questo non cancella dubbi, conflitti o sofferenze, ma rende diversa la natura di quelle domande.
Vivere una ferita subita e interrogarsi su una ferita provocata non sono esattamente la stessa esperienza.
 

danny

Utente di lunga data
Non intendevo dire che chi tradisce non possa farsi domande.
Il punto era un altro: chi subisce un tradimento si ritrova addosso una scelta presa da qualcun altro, quindi è quasi inevitabile che cerchi spiegazioni, conforto, un confronto per elaborarla.
Chi tradisce, invece, parte comunque da un’azione che ha scelto lui.
Questo non cancella dubbi, conflitti o sofferenze, ma rende diversa la natura di quelle domande.
Vivere una ferita subita e interrogarsi su una ferita provocata non sono esattamente la stessa esperienza.
In sintesi, chi arriva a tradire generalmente ha già portato avanti un processo di elaborazione per arrivare a scegliere.
Chi viene tradito si trova improvvisamente in una condizione non programmata e traumatica in cui non sa ancora cosa scegliere né perchè deve farlo.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
L'ho capita anche io così e non condivido. Penso che capire perché si fanno le scelte che si fanno sia fondamentale per chiunque e tutt'altro che immediato.
Ma ho capito che i cornafacenti vengono sempre criticati, si passa dal dire che non si interrogano su quello che fanno, perché sono egoisti e superficiali e non pensano, al dire che si interrogano troppo e si lamentano e si giustificano.
Quando si vuole leggere negativamente il comportamento di qualcuno, ogni cosa che fa è un buon pretesto.
Il problema non è che i 'cornafacenti' vengano criticati a prescindere.
C’è differenza tra interrogarsi davvero e costruire un monologo sofisticato per spiegare perché, in fondo, tradire era quasi inevitabile.
Quando il ragionamento serve più ad alleggerirsi la coscienza che ad assumersi responsabilità, è abbastanza normale che dall’esterno parta qualche sopracciglio alzato.
Non è il porsi domande a irritare, magari è il vedere le giustificazioni travestite da profondità emotiva.
 

CIRCE74

Utente di lunga data
Non intendevo dire che chi tradisce non possa farsi domande.
Il punto era un altro: chi subisce un tradimento si ritrova addosso una scelta presa da qualcun altro, quindi è quasi inevitabile che cerchi spiegazioni, conforto, un confronto per elaborarla.
Chi tradisce, invece, parte comunque da un’azione che ha scelto lui.
Questo non cancella dubbi, conflitti o sofferenze, ma rende diversa la natura di quelle domande.
Vivere una ferita subita e interrogarsi su una ferita provocata non sono esattamente la stessa esperienza.
Ho capito ma non è neppure vero che se un traditore parla della sua esperienza lo fa per sentirsi dire che il suo comportamento è giusto...avere dubbi o avere bisogno di riflettere penso che sia fisiologico al di là delle nostre azioni nella vita di tutti i giorni e chi non si mette in discussione non riuscirà mai a "crescere" come persona.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Ho capito ma non è neppure vero che se un traditore parla della sua esperienza lo fa per sentirsi dire che il suo comportamento è giusto...avere dubbi o avere bisogno di riflettere penso che sia fisiologico al di là delle nostre azioni nella vita di tutti i giorni e chi non si mette in discussione non riuscirà mai a "crescere" come persona.
Non intendevo dire che chi tradisce non possa farsi domande, l'ho scritto in premessa.
 

Nicky

Utente di lunga data
Il problema non è che i 'cornafacenti' vengano criticati a prescindere.
C’è differenza tra interrogarsi davvero e costruire un monologo sofisticato per spiegare perché, in fondo, tradire era quasi inevitabile.
Quando il ragionamento serve più ad alleggerirsi la coscienza che ad assumersi responsabilità, è abbastanza normale che dall’esterno parta qualche sopracciglio alzato.
Non è il porsi domande a irritare, magari è il vedere le giustificazioni travestite da profondità emotiva.
Ma non ti viene il dubbio che possa esserci un pregiudizio nella tua lettura, perché, in fondo, è tua l'ansia di giustificare le tue azioni e la proietti sugli altri?
Io posso dirti che a me non viene proprio da giustificarmi, poi con un gruppo di sconosciuti, men che meno.
 

Venice30

Utente di lunga data
Ti riferisci al fatto che ho detto che sto meglio perché non dipendo emotivamente solo da mio marito?
È la verità, ma non l'ho detto perché voglio essere compresa, anzi, sinceramente ci ho messo un bel po' a comprendermi io.
Ho comunque anche sempre detto che ho l'amante perché a me lui piace...quante volte me lo hai sentito dire?
E anche le altre non mi sembra che si siano mai giustificate buttando 💩 sul marito...mi sembra che tutte ci siamo serenamente sempre prese la responsabilità delle nostre azioni.
In realtà non dovresti dipendere emotivamente né da tu marito né dal tuo amante.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Ma non ti viene il dubbio che possa esserci un pregiudizio nella tua lettura, perché, in fondo, è tua l'ansia di giustificare le tue azioni e la proietti sugli altri?
Io posso dirti che a me non viene proprio da giustificarmi, poi con un gruppo di sconosciuti, men che meno.
Esattamente il contrario.
Io giustifico le mie azioni ? 😀
Quando ho messo le corna non sono stato a spaccare il capello in quattro, come accade ogni tanto a qualcuno altro.
Quando metti le corna c'è poco da raccontare e ancor meno da spiegare.
 

Brunetta

Utente di lunga data
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