Skorpio
Utente di lunga data
La lettura è un punto di vista, e non esiste quello giusto e quello sbagliato, per meCapisco il senso del tuo ragionamento, ma secondo me il punto critico sta proprio nel modo in cui si legge l’oggi.
Perché da un lato dici che non esiste una strada giusta o sbagliata e che ognuno trova la propria, ma dall’altro costruisci una lettura molto netta del presente come tempo di disimpegno, assenza di progetto e perdita di direzione rispetto a un passato implicito più strutturato.
Il punto è che questa chiave di lettura regge solo dentro una prospettiva ancora lineare dei processi sociali e relazionali. Una prospettiva che fino a una decina di anni fa poteva ancora funzionare in modo relativamente efficace: ruoli più stabili, traiettorie più prevedibili, contesti più continui.
Oggi questa linearità non regge più allo stesso modo. Non perché siano “venuti meno i progetti”, ma perché sono venute meno le condizioni che rendevano quei progetti leggibili come lineari, coerenti e stabili nel tempo.
Dentro una lettura di tipo processuale, molte delle categorie che usi — “assenza di progetto”, “disimpegno”, “mancanza di obiettivi” — diventano meno descrittive e più valutative. Presuppongono infatti un modello unico e stabile di riferimento, rispetto al quale il presente risulterebbe deficitario.
Ma se cambiano le condizioni, cambia anche ciò che possiamo osservare. Quello che oggi appare come assenza è spesso frammentazione, adattamento continuo, gestione di vincoli e discontinuità. Non meno progettualità, ma progettualità meno lineare e meno garantita.
E un elemento che spesso viene rimosso in questo confronto è che molte delle dinamiche oggi lette come “disimpegno” o “assenza” nel passato erano semplicemente più difficili da vedere. Le strutture sociali più rigide tendevano a contenere, normalizzare o rendere invisibili certe fragilità relazionali, anche a costo di una loro mancata elaborazione.
In questo senso, la maggiore visibilità di oggi non coincide necessariamente con un peggioramento, ma con una minore capacità del contesto sociale di nascondere o assorbire ciò che prima veniva ricondotto a normalità.
Questa emersione ha un aspetto positivo che mi piace moltissimo: rende più leggibili dinamiche che in passato restavano invisibili o, più spesso, normalizzate, o ancora sepolte nei segreti di famiglia che restavano in eredità, e permette una maggiore consapevolezza dei processi relazionali e apre la possibilità di elaborarli esplicitamente invece di lasciarli semplicemente sullo sfondo.
Mi sei venuta in mente l'altro giorno quando su Instagram scorreva un reel dove la Sardone si incazzava con una col velo e le diceva che era una schiava che doveva andare a giro col velo. E quella gli urlava e le rispondeva che lei era libera proprio perché portava il velo.
Scrivesti qualcosa di simile, chissà quanti anni fa, parlando di una tua amica o conoscente
La lettura è una opzione
E la mia chiave di lettura secondo me regge, nella misura in cui poi arriva il riscontro dei fatti, a partire dal giudizio dei figli, che, come efficacemente hai evidenziato oggi, è il più implacabile e temibile banco di prova per un genitore.
In 2 parole.. "Tutto quello che conta" al di là delle più ampie e interessanti considerazioni che si possano fare
Ultima modifica: