Consenso

danny

Utente di lunga data
L'hai tirato fuori tu il non bere per la paura delle conseguenze.
Posso anche rifrasare la risposta al "in cosa consiste l'essere vivi"
Consiste nel fare il contrario di quello che fanno i morti, che non si muovono nel mondo e non fanno esperienze (di vita). Più limiti queste esperienze e più ti avvicini alla vita da morto vivente
Siamo diventati un popolo di figli unici con genitori anziani e ansiosi.
Regole, controllo, limiti, divieti sono il prodotto di una società che non si fida più dell'altro ed è sostanzialmente morta dentro.
È una questione anagrafica, sicuramente.
I giovani dovrebbero essere l'elemento di rottura, ma sono troppo pochi in percentuale.
 

Gaia

Utente di lunga data
Io solo na cosa voglio dire: oggi uno di voi mi ha rubato 1000 euro.
Come vedete è un’affermazione che chiunque può fare, anche quando non vera.
Poi chiaramente dovrà sporgere denunzia, sottoporsi alle domande degli inquirenti, dare un contesto quanto meno verificabile di ciò che sostiene. Dire chi c’era e chi non c’era e nel caso si una presunta violenza sottoporsi a visite mediche etc.
Si andrà a scandagliare la vita di chi denuncia, anche i social e si valuterà se la denunzia è così fondata da poter essere esercitata l’azione penale.
Quindi non è cambia molto sotto profilo.
Il punto centrale invece che cambia è che nessuno potrà più dire che siccome non ti dimenavi come un leone che si difende, allora vuol dire che ci stavi.
 

danny

Utente di lunga data
Io solo na cosa voglio dire: oggi uno di voi mi ha rubato 1000 euro.
Come vedete è un’affermazione che chiunque può fare, anche quando non vera.
Poi chiaramente dovrà sporgere denunzia, sottoporsi alle domande degli inquirenti, dare un contesto quanto meno verificabile di ciò che sostiene. Dire chi c’era e chi non c’era e nel caso si una presunta violenza sottoporsi a visite mediche etc.
Si andrà a scandagliare la vita di chi denuncia, anche i social e si valuterà se la denunzia è così fondata da poter essere esercitata l’azione penale.
Quindi non è cambia molto sotto profilo.
Il punto centrale invece che cambia è che nessuno potrà più dire che siccome non ti dimenavi come un leone che si difende, allora vuol dire che ci stavi.
Dovrebbe e doveva essere così nelle intenzioni.
Al di là di chi ha voluto dare interpretazioni diverse buttando benzina sul fuoco.
 

feather

Utente tardo
Siamo diventati un popolo di figli unici con genitori anziani e ansiosi.
Regole, controllo, limiti, divieti sono il prodotto di una società che non si fida più dell'altro ed è sostanzialmente morta dentro.
È una questione anagrafica, sicuramente.
Lo si vede anche dalle leggi, stanno vietando praticamente tutto con la scusa che è pericoloso. No monopattino che investi il vecchietto, no giocare a palla che potresti colpire qualcuno e così via ad infinitum
 

Brunetta

Utente di lunga data
L'hai tirato fuori tu il non bere per la paura delle conseguenze.
Posso anche rifrasare la risposta al "in cosa consiste l'essere vivi"
Consiste nel fare il contrario di quello che fanno i morti, che non si muovono nel mondo e non fanno esperienze (di vita). Più limiti queste esperienze e più ti avvicini alla vita da morto vivente
Cioè chi non si ubriaca non vive?
Ci devo riflettere.

Lo si vede anche dalle leggi, stanno vietando praticamente tutto con la scusa che è pericoloso. No monopattino che investi il vecchietto, no giocare a palla che potresti colpire qualcuno e così via ad infinitum
Hai delle visioni.

Diciamo che il modello comunicativo popolare che arriva alle nuove generazioni è ormai questo
Avevo aperto e poi ho visto Cruciani e ho chiuso.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Gaia

Utente di lunga data
Cioè chi non si ubriaca non vive?
Ci devo riflettere.
Io ero cauta pure quando brilla. Se il punto è sostenere che vive cautamente non viva si sta sbagliando.
Vive chi respira e chi lo fa respira al ritmo che desidera. Ciò che altri non è vita per me può esserlo e viceversa.
Si confonde spesso la pace con la noia.
per alcuni il mio modo di vivere appare noioso.
per me invece avere altalene emotive continue e da pazzi.
Chi ha ragione? Nessuno. Ognuno cammina con le proprie scarpe
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Io ero cauta pure quando brilla. Se il punto è sostenere che vive cautamente non viva si sta sbagliando.
Vive chi respira e chi lo fa respira al ritmo che desidera. Ciò che altri non è vita per me può esserlo e viceversa.
Si confonde spesso la pace con la noia.
per alcuni il mio modo di vivere appare noioso.
per me invece avere altalene emotive continue e da pazzi.
Chi ha ragione? Nessuno. Ognuno cammina con le proprie scarpe
Non lo so.
Avere problemi di gestione della emotività, cercando stimoli continui, non mi pare proprio sano.
 

Gaia

Utente di lunga data
Chi non si lascia mai andare, chi non rischia mai, chi non fa mai qualche follia perdendo la testa per paura delle conseguenze?
Ma c’è pure chi le valuta le conseguenze prima di agire e desiste se ritiene che le conseguenze siano sproporzionate ai benefici che eventualmente si possono conseguire.
 

Rebecca89

Sentire libera
Ma c’è pure chi le valuta le conseguenze prima di agire e desiste se ritiene che le conseguenze siano sproporzionate ai benefici che eventualmente si possono conseguire.
Troppo ragionato.
Va bene come dici per te.
Per me le emozioni sono altro. L adrenalina è altra, quella cosa del ci provo senza stare troppo a rimuginare se va male.
C ho provato. A me questo fa sentire viva. Il mettermi alla prova. Che non vuole dire non valutare i rischi. Ma tentare di rendere i pro più forti perché se ci riesci valgono il doppio.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Chi non si lascia mai andare, chi non rischia mai, chi non fa mai qualche follia perdendo la testa per paura delle conseguenze?
Follia… vuol dire follia.
Ma non sono io che ho parlato di non vita.
Il collegamento con evitare di ubriacarsi e la non vita, mi pare ardito.
Oltretutto qui e altrove si è parlato di alcol per perdere il controllo. Evidentemente chi si ubriaca non è in grado di lasciarsi andare alle proprie emozioni, senza aiuto.
 

danny

Utente di lunga data
Non l’ho capito davvero.
È società fobica, in cui si pretende che ci sia un lupo che abbia cura delle pecore.
Ogni piccola paura personale viene gestita in maniera collettiva così da creare complicità tra paure simili e divisioni insieme a conflitti.
Il più evidente è quello di genere, ma in realtà qualsiasi cosa oggi possa essere oggetto di polemica può diventare lo spunto per essere limitata e normata.
Lo stesso Cruciani che a te non piace potrà essere limitato in un prossimo futuro con la legge sugli influencer o con diverse disposizioni per chi fa il suo mestiere.
E come tutte le società fobiche è a un passo dalla definizione di stato etico e vicino altrettanto a quella di totalitario, senza mai però ammetterlo o palesarlo.
È ovviamente e totalmente statica, quindi in rapporto con il resto del mondo, in declino, poiché la paura genera immobilismo.
È più facile da governare, ma ovviamente fa morire tutto.
Quella che qualcuno appella come sostituzione etnica in realtà è solo il prodotto della paura.
 

danny

Utente di lunga data
Io ero cauta pure quando brilla. Se il punto è sostenere che vive cautamente non viva si sta sbagliando.
Vive chi respira e chi lo fa respira al ritmo che desidera. Ciò che altri non è vita per me può esserlo e viceversa.
Si confonde spesso la pace con la noia.
per alcuni il mio modo di vivere appare noioso.
per me invece avere altalene emotive continue e da pazzi.
Chi ha ragione? Nessuno. Ognuno cammina con le proprie scarpe
Per questo le scelte devono essere libere.
 
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