Ovvio.
Noi non siamo mai noi stessi.
Viviamo col freno a mano tirato.
Un po' di alcol... Come si dice
In vino veritas.
Da sempre è così.
No, stiamo parlando di cose diverse. Tu di alcool usato scientemente per alterare lo stato di coscienza. Io di godersi una serata senza frenarsi troppo per paura di quello che pottebbe succedere.
Due cose diverse, con scopi diversi
Quindi non parli di una ubriacatura che altera il consenso.
Non vedo il problema.
È un cocktail.
Non bevo fino a vomitare il giorno dopo e a non ricordarmi niente. Oddio, l' ho fatto da ragazzina. Quel superare il limite non mi è piaciuto e quindi ho rimoderato. Bevo perché mi piace e lo faccio fino a che sento che mi fa divertire. Non vedo il problema. Se esco con un uomo e bevo 3 calici di rosso uguale. Ogni cosa fa male se diventa un abuso. A me la sensazione piace.
La sensazione di controllare il limite?
Oh mi fate diventare una dell‘Esercito della Salvezza!
A me se vi ubriacate tutte le sere, non me ne frega niente. Basta non incrociarmi con chi guida ubriaco o sotto altre sostanze, perdendo la percezione della velocità e delle distanze.
Ho solo chiesto perché è stato scritto che “bisogna vivere” associandolo a ubriachezza che fa perdere la percezione di quello che si fa.
Mi documento:
”Il
Japanese ice tea cocktail è un drink molto richiesto per via del suo
alto grado alcolico, tuttavia molti lo preparano male perché lo fanno nello shaker, quando in realtà andrebbe semplicemente mescolato in un mixing glass.
E questa è la prima pecca. Prima di tutto è una variante del più famoso e venerato
Long Island Iced Tea, solo che al posto della cola e del triple sec vengono usati
Midori e succo di limone, lo sweet and sour non serve, il Midori è peccaminosamente zuccheroso.
Ed è proprio il Midori a marcare in maniera indelebile con il suo gusto di melone dolciastro il Japanese ice tea cocktail e a conferirgli il suo caratteristico colore verde.
Japanese ice tea cocktail, un cocktail molto forte, ma con un gusto unico
Detto questo è un cocktail da battaglia, non è tanto una bevuta per palati fini, quanto un drink per ubriacarsi in fretta, non a caso per farlo servono tutti e 4 i principali distillati:
gin,
rum bianco,
tequila e
vodka. Non è che sia la fine del mondo, anche se il Midori con la sua dolcezza esasperante riesce in questo caso a tenere tutti gli ingredienti insieme legandoli a sé. Dobbiamo constatate con grande tristezza che questo cocktail riscuote notevole successo tra i giovani in cerca di facile sballo.”