Consenso

Gaia

Utente di lunga data
Troppo ragionato.
Va bene come dici per te.
Per me le emozioni sono altro. L adrenalina è altra, quella cosa del ci provo senza stare troppo a rimuginare se va male.
C ho provato. A me questo fa sentire viva. Il mettermi alla prova. Che non vuole dire non valutare i rischi. Ma tentare di rendere i pro più forti perché se ci riesci valgono il doppio.
Lo sai che io non sono come te. Non potrei esserlo nemmeno se volessi.
ma per fortuna al mondo servono persone come te e come me. Solo noi alla fine potremo guardare al passato e valutare come siano andate le cose.
 

Rebecca89

Sentire libera
Follia… vuol dire follia.
Ma non sono io che ho parlato di non vita.
Il collegamento con evitare di ubriacarsi e la non vita, mi pare ardito.
Oltretutto qui e altrove si è parlato di alcol per perdere il controllo. Evidentemente chi si ubriaca non è in grado di lasciarsi andare alle proprie emozioni, senza aiuto.
L equilibrio serve sempre. In una cosa o nell' altra. Io se sto passando una bella serata, ballo, rido, scherzo e bevo 5 Japanese, non vedo il problema.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho parlato con un ex alunno che mi ha spiegato bene (come aveva già accennato molti anni fa qui una utente) la funzione dell’alcol.
In sintesi, toglie la paura di essere inadeguati.
La vecchia utente aveva detto “mi sento così e voglio sentirmi cosà”. Io ho capito che serve a chi si sente a disagio, per sentirsi a proprio agio e adeguato al contesto che considera desiderabile.
Ho capito bene?
 

Brunetta

Utente di lunga data
L equilibrio serve sempre. In una cosa o nell' altra. Io se sto passando una bella serata, ballo, rido, scherzo e bevo 5 Japanese, non vedo il problema.
Non so cosa sia il japanese. Ma cosa aggiunge quella bevanda?
 

Gaia

Utente di lunga data
Ho parlato con un ex alunno che mi ha spiegato bene (come aveva già accennato molti anni fa qui una utente) la funzione dell’alcol.
In sintesi, toglie la paura di essere inadeguati.
La vecchia utente aveva detto “mi sento così e voglio sentirmi cosà”. Io ho capito che serve a chi si sente a disagio, per sentirsi a proprio agio e adeguato al contesto che considera desiderabile.
Ho capito bene?
No, io bevo perché mi piace. Non bevo in modo smodato ma perché poi sto male e non mi piace perdere il controllo di me.
 

Brunetta

Utente di lunga data

danny

Utente di lunga data
Ho parlato con un ex alunno che mi ha spiegato bene (come aveva già accennato molti anni fa qui una utente) la funzione dell’alcol.
In sintesi, toglie la paura di essere inadeguati.
La vecchia utente aveva detto “mi sento così e voglio sentirmi cosà”. Io ho capito che serve a chi si sente a disagio, per sentirsi a proprio agio e adeguato al contesto che considera desiderabile.
Ho capito bene?
No.
Prima di tutto è buono.
Poi ti sballa un po' e questa cosa è piacevole.
Ti toglie anche i freni inibitori e quindi ti senti più te stesso.
Non è il disagio alla base.
Altrimenti sarebbe disagio anche tutto ciò che ha a che fare con il piacere, dalla gola al sesso.
 

Brunetta

Utente di lunga data
No, io bevo perché mi piace. Non bevo in modo smodato ma perché poi sto male e non mi piace perdere il controllo di me.
Ma allora è come bevevo io. Un sapore gradevole. Ma non si parlava di questo, dicendo che ubriacarsi è vivere.
Oppure ho capito male.
 

Brunetta

Utente di lunga data
No.
Prima di tutto è buono.
Poi ti sballa un po' e questa cosa è piacevole.
Ti toglie anche i freni inibitori e quindi ti senti più te stesso.
Non è il disagio alla base.
Altrimenti sarebbe disagio anche tutto ciò che ha a che fare con il piacere, dalla gola al sesso.
Quindi hai aggiunto la lieve disinibizione.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Direi che piace proprio per questo.
A me non fa impazzire il format, ma perché di solito ospita persone di basso livello o molto problematiche.
Come quella tipa del video.
Sceglie chi può manipolare e ridicolizzare.
Il mondo è pieno di frustrati che godono ne vedere che altri possono subire quello che loro temono.
 

feather

Utente tardo
Ho parlato con un ex alunno che mi ha spiegato bene (come aveva già accennato molti anni fa qui una utente) la funzione dell’alcol.
In sintesi, toglie la paura di essere inadeguati.
La vecchia utente aveva detto “mi sento così e voglio sentirmi cosà”. Io ho capito che serve a chi si sente a disagio, per sentirsi a proprio agio e adeguato al contesto che considera desiderabile.
Ho capito bene?
No, stiamo parlando di cose diverse. Tu di alcool usato scientemente per alterare lo stato di coscienza. Io di godersi una serata senza frenarsi troppo per paura di quello che pottebbe succedere.
Due cose diverse, con scopi diversi
 

danny

Utente di lunga data
Sceglie chi può manipolare e ridicolizzare.
Il mondo è pieno di frustrati che godono ne vedere che altri possono subire quello che loro temono.
E questo è esattamente il modo di comunicare che oggi è più popolare.
Anche in politica.
La polarizzazione si nutre nell'annientamento dell'avversario, che qui viene ridicolizzato.
Ma questa è la norma, oggi.
 

danny

Utente di lunga data
No, stiamo parlando di cose diverse. Tu di alcool usato scientemente per alterare lo stato di coscienza. Io di godersi una serata senza frenarsi troppo per paura di quello che pottebbe succedere.
Due cose diverse, con scopi diversi
Esatto.
Chi ha fatto serata con una buona bevitrice sa cosa vuol dire.
 

Rebecca89

Sentire libera
Non so cosa sia il japanese. Ma cosa aggiunge quella bevanda?
È un cocktail.
Non bevo fino a vomitare il giorno dopo e a non ricordarmi niente. Oddio, l' ho fatto da ragazzina. Quel superare il limite non mi è piaciuto e quindi ho rimoderato. Bevo perché mi piace e lo faccio fino a che sento che mi fa divertire. Non vedo il problema. Se esco con un uomo e bevo 3 calici di rosso uguale. Ogni cosa fa male se diventa un abuso. A me la sensazione piace.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ovvio.
Noi non siamo mai noi stessi.
Viviamo col freno a mano tirato.
Un po' di alcol... Come si dice
In vino veritas.
Da sempre è così.
No, stiamo parlando di cose diverse. Tu di alcool usato scientemente per alterare lo stato di coscienza. Io di godersi una serata senza frenarsi troppo per paura di quello che pottebbe succedere.
Due cose diverse, con scopi diversi
Quindi non parli di una ubriacatura che altera il consenso.
Non vedo il problema.

È un cocktail.
Non bevo fino a vomitare il giorno dopo e a non ricordarmi niente. Oddio, l' ho fatto da ragazzina. Quel superare il limite non mi è piaciuto e quindi ho rimoderato. Bevo perché mi piace e lo faccio fino a che sento che mi fa divertire. Non vedo il problema. Se esco con un uomo e bevo 3 calici di rosso uguale. Ogni cosa fa male se diventa un abuso. A me la sensazione piace.
La sensazione di controllare il limite?
Oh mi fate diventare una dell‘Esercito della Salvezza!
A me se vi ubriacate tutte le sere, non me ne frega niente. Basta non incrociarmi con chi guida ubriaco o sotto altre sostanze, perdendo la percezione della velocità e delle distanze.
Ho solo chiesto perché è stato scritto che “bisogna vivere” associandolo a ubriachezza che fa perdere la percezione di quello che si fa.

Mi documento:
”Il Japanese ice tea cocktail è un drink molto richiesto per via del suo alto grado alcolico, tuttavia molti lo preparano male perché lo fanno nello shaker, quando in realtà andrebbe semplicemente mescolato in un mixing glass.
E questa è la prima pecca. Prima di tutto è una variante del più famoso e venerato Long Island Iced Tea, solo che al posto della cola e del triple sec vengono usati Midori e succo di limone, lo sweet and sour non serve, il Midori è peccaminosamente zuccheroso.
Ed è proprio il Midori a marcare in maniera indelebile con il suo gusto di melone dolciastro il Japanese ice tea cocktail e a conferirgli il suo caratteristico colore verde.
Japanese ice tea cocktail, un cocktail molto forte, ma con un gusto unico
Detto questo è un cocktail da battaglia, non è tanto una bevuta per palati fini, quanto un drink per ubriacarsi in fretta, non a caso per farlo servono tutti e 4 i principali distillati: gin, rum bianco, tequila e vodka. Non è che sia la fine del mondo, anche se il Midori con la sua dolcezza esasperante riesce in questo caso a tenere tutti gli ingredienti insieme legandoli a sé. Dobbiamo constatate con grande tristezza che questo cocktail riscuote notevole successo tra i giovani in cerca di facile sballo.”
 

feather

Utente tardo
Quindi non parli di una ubriacatura che altera il consenso.
Non vedo il problema.
Il problema è capire quanto alcool altera il consenso.
Se io bevo 3 birre e sono ancora lucido ma vagamente brillo sono pienamente responsabile delle mie azioni?
Se una donna è nelle mie stesse condizioni, davanti a un giudice sarebbe considerata capace di fornire un consenso valido?
Fino a quante birre quel consenso resta valido? Chi lo decide? Con che parametri?
 
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