No ma tutto bene???

Jim Cain

Utente di lunga data
Allora, se la questione ostaggi è solo un pretesto dei miei amici ebrei, vuoi dire che Gaza oggi sarebbe nella stessa situazione anche se non ci fosse stato il 7 ottobre?
Sicuramente no, sicuramente il 7 ottobre ha costituito un precedente gravissimo e per il quale era ovvio, oltre che ragionevole, attendersi una risposta.

Magari una risposta che colpisse appunto gli autori della strage, i loro mandanti e il loro esercito.

Non i bambini in fila per il pane. A migliaia. A decine di migliaia.
 

Brunetta

Utente di lunga data

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Sicuramente no, sicuramente il 7 ottobre ha costituito un precedente gravissimo e per il quale era ovvio, oltre che ragionevole, attendersi una risposta.

Magari una risposta che colpisse appunto gli autori della strage, i loro mandanti e il loro esercito.

Non i bambini in fila per il pane. A migliaia. A decine di migliaia.
Perché naturalmente hamas non usa i propri civili come scudi umani, non intercetta sistematicamente tutti gli aiuti per rivenderli al mercato nero sempre ai suoi, non ha covi e uffici in scuole, ospedali ecc ecc ecc, giusto?
 

hammer

Utente di lunga data
E comunque, sul punto, ti avevo già risposto.
7 ottobre sono morti 695 civili israeliani e sono stati presi in ostaggio 251 persone, di cui attualmente 48 ancora prigionieri a Gaza.
Quale è stata la reazione di Israele dopo l'evento? 65.344 morti palestinesi, di cui 20000 bambini. (Fonti Unicef e Save The Children).
Si riesce a capire che qui non è più un discorso geopolitico o territoriale? Neanche di identità, di religione, di etnie. Ma di sproporzione?
Lo stesso diritto internazionale distingue fra jus ad bellum (guerra tra stati) e law enforcement / counter-terrorism operations.
Ed è questo principio di proporzionalità che alcuni commentatori non colgono e che andrebbe fortemente contestato. Specialmente se si fa propaganda.
E questa sproporzione ha due effetti: umanitario (migliaia di bambini e civili morti, intere comunità cancellate, un trauma generazionale che resterà per decenni) e poi strategico: anziché “neutralizzare” la minaccia, rischi di alimentarla (ciclo di odio, radicalizzazione, perdita di legittimità internazionale).
Perché Hamas non libera immediatamente i 48 ostaggi rimasti?
Con la liberazione degli ostaggi disarmerebbero Israele immediatamente.
Perché non lo fanno?
Personalmente credo che vogliano condurre deliberatamente il loro popolo al martirio.

Non è la prima volta che succede nella Storia.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Perché Hamas non libera immediatamente i 48 ostaggi rimasti?
Con la liberazione degli ostaggi disarmerebbero Israele immediatamente.
Perché non lo fanno?
Personalmente credo che vogliano condurre deliberatamente il loro popolo al martirio.

Non è la prima volta che succede nella Storia.
Tutti froci col culo degli altri
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Perché naturalmente hamas non usa i propri civili come scudi umani, non intercetta sistematicamente tutti gli aiuti per rivenderli al mercato nero sempre ai suoi, non ha covi e uffici in scuole, ospedali ecc ecc ecc, giusto?
E quindi spariamo agli scudi umani !

E se ci sono tre terroristi di Hamas in un palazzo buttiamo giù tutto il palazzo !

Moriranno 35 persone?

Chissenefrega, tre terroristi li abbiamo fatti fuori.
 
Ultima modifica:

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
E quindi spariamo agli scudi umani !

E se ci sono tre terroristi di Hamas in un palazzo buttiamo giù tutto il palazzo !

Moriranno 35 persone?

Chissenefrega, tre terroristi li abbiamo fatti fuori.
Quindi hamas non ha alcuna responsabilità nella carneficina dei suoi, mentre i maiali dei suoi capi stanno altrove in tutta tranquillità
 

Nicky

Utente di lunga data
Perché Hamas non libera immediatamente i 48 ostaggi rimasti?
Con la liberazione degli ostaggi disarmerebbero Israele immediatamente.
Perché non lo fanno?
Personalmente credo che vogliano condurre deliberatamente il loro popolo al martirio.

Non è la prima volta che succede nella Storia.
Perché ad Hamas interessa che la situazione resti questa. Chi trae il potere dal conflitto, vuole che resti il conflitto. Esattamente come dal lato opposto.
I cittadini di Gaza sono due volte vittime.
 

danny

Utente di lunga data
E aggiungo.
Io sono nato nei quartieri difficili.
Ho imparato i codici di mafiosi e tossici e non ho mai avuto problemi, perché se stai tranquillo loro non ti fanno un cazzo.
Il tossico ruba per le dosi, il mafioso vuole controllare il territorio.
Lo sai, sai come e ti adegui.
Ma io con questi elementi nuovi non conosco i codici, non so che fare ed è la seconda minaccia di morte nella vita che ricevo.
Loro non vogliono rubare né esercitare un potere mafioso.
È un'altra cosa, totalmente diversa.
Del tutto non comprensibile.
Da noi, almeno.
Perché sembra pazzia, non avendo una finalità riconoscibile.

C'è, ed è quella di metterci paura
Il terrorismo non è solo odio da parte di chi ha subìto sorprusi.
È aderenza a una visione estremista dell'Islam, attraverso una lettura del Corano che prevede l'odio verso chi non è fedele.

Sì viene cresciuti così, con codici morali che non sono nostri, e non sono nemmeno quelli del mondo islamico che ci è più facile incontrare ed apprezzare.

È invece un mondo spietato fatto di menzogne e bugie, in cui quella che ci sembra verità è solo manipolazione.
La paura è uno strumento.
Violenze e molestie di gruppo alle donne, insulti, stupri, aggressioni agli uomini.
Coltelli e auto lanciate sui mercatini e sulla folla.
A caso, in maniera imprevedibile.
Fino alle bombe sui treni o agli spari nelle feste religiose sulla folla.

È l'inizio di un processo.
La gente deve cominciare avendo paura.

Dopo quando la paura sarà radicata e la politica sarà venuta a patti inizierà la sottomissione.
Perché credete che l'Egitto e altri paesi Musulmani stiano bene lontani dall'appoggiare certe persone?
Perché l'Islam che noi chiamiamo moderato (termine non corretto) non è accettabile per chi non lo è.
 

Barebow

Utente di lunga data
Visto su vari tg. Lo slogan è "Palestina libera dal fiume al mare" urlato da centinaia di idioti senza vergogna, per cui non è pro-pal ma pro-hamas
Non ero tra quelli che urlavano "Palestina dal fiume al mare", che comunque si presta a diversi significati.

Dal post:
Per alcuni “Dal fiume al mare” è un appello a un immaginario stato unitario i cui confini ricalcano il Mandato britannico della Palestina, in cui sia la popolazione araba che quella ebrea abbiano gli stessi diritti e libertà. Altri lo interpretano come un generico slogan con un significato storico di liberazione del popolo palestinese dall’occupazione israeliana. Altri ancora ci intravedono un significato antisemita, perché oggi immaginare un territorio che vada dal Giordano al mar Mediterraneo significa ripensare la configurazione di Israele, l’unico stato ebraico al mondo.

“Dal fiume al mare” è diventato uno slogan usato da persone diverse con posizioni e obiettivi diversi. Oggi viene usato spesso nel contesto delle manifestazioni di protesta contro la pesante risposta militare dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza
Ma anche da fazioni estremiste come Hamas, che il 7 ottobre ha compiuto un attacco senza precedenti in territorio israeliano uccidendo 1.400 persone, soprattutto civili, e che nel suo statuto fondativo ha come obiettivo la distruzione di Israele.
 

Gaia

Utente di lunga data
Anche buttarsi contro la polizia che protegge obiettivi sensibili è coraggioso. Infatti in passato ci sono stati dei morti.
Questa spedizione invece si è dimostrata velleitaria.
Aveva l’unico obiettivo quello del vittimismo.
No, ritengo non sia stata velleitaria. Ha fatto vedere a tutti che Israele non si ferma nemmeno di fronte a civili di altri paesi storicamente alleati.
Dimostra che dell’umanità dimostrata da molti paesi durante l’olocausto non è rimasta alcuna traccia nella memoria.
Infine dimostra che se nemmeno gli oppressi non ricordano più le sofferenze patite, allora tutto ciò che è stato si ripeterà ancora.
bisogna vedere chi saranno i nuovi oppressi e chi gli oppressori. Potrebbe toccare a ognuno di noi.
 
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