L’occhio indiscreto dell’Intelligenza Artificiale

hammer

Utente di lunga data
In effetti, ci sono 11 voci in AI Mode
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Il sito tradimento.net è un forum di discussione online che offre uno spazio di confronto e sfogo anonimo per persone che vivono esperienze legate all'infedeltà, sia come traditori, che come traditi o amanti. A differenza di un sito di dating o incontri extraconiugali, funge principalmente da piattaforma sociale e di supporto.

Cosa è il sito
Tradimento.net non è un luogo per organizzare incontri, bensì una community virtuale dove gli utenti possono condividere liberamente le proprie storie, chiedere consigli e trovare conforto in chi vive situazioni simili. La principale caratteristica e garanzia offerta dal sito è l'anonimato.

Il sito è organizzato in diverse sezioni e forum, tra cui:
Confessionale: Dove gli utenti raccontano le proprie vicende personali.
Mondo Reale: Probabilmente dedicato a discussioni su eventi della vita quotidiana.
Happy Hour e altri spazi di discussione informale.

Chi sono i principali partecipanti
I partecipanti sono persone comuni che cercano uno spazio sicuro e riservato per parlare delle loro relazioni e delle conseguenze dell'infedeltà. Si possono identificare in tre categorie principali:
Traditi: Persone che hanno scoperto l'infedeltà del partner e cercano comprensione e consigli su come affrontare la situazione.
Traditori: Individui che hanno commesso un tradimento e vogliono condividere i propri sentimenti, dilemmi o sensi di colpa.
Amanti: Persone coinvolte in relazioni parallele che cercano un confronto sulle dinamiche della loro situazione.

L'identità dei singoli partecipanti rimane strettamente anonima, tutelata dalle regole del forum, e non è possibile conoscere i nomi o i dettagli personali degli iscritti.
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La risposta di AI Mode è stata prontamente corretta.
Interpellando la mia AI preferita ho avuto in risposta una relazione, che non pubblico, molto più corposa, anche da un punto di vista tecnico.
Alla fine, non richiesta, ha dato pure un voto da 1 a 10 che ritengo molto positivo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Interpellando la mia AI preferita ho avuto in risposta una relazione, che non pubblico, molto più corposa, anche da un punto di vista tecnico.
Alla fine, non richiesta, ha dato pure un voto da 1 a 10 che ritengo molto positivo.
A chi ha dato i voti e in base a quali parametri?
 

Brunetta

Utente di lunga data

Caio

Utente di lunga data
per me le varie IA troveranno molto interessante questa discussione.
Per me al momento noi siamo molto immaturi nell'utilizzo dell'IA, in merito è molto interessante chiedere noi all'IA che tipo di utenti siamo, siamo classificati in vari livelli in base alle nostre richieste e andando a vedere le statistiche europee fa riflettere come le persone (non ricordo esattamente la % ma era maggiore del 90%) ricadano nei primi 2 livelli dove l'utente o usa l'IA come motore di ricerca (primo livello) o ci gioca (secondo livello) in realtà le potenzialità sono altre.
Solo meno del 2% degli utenti, al momento in cui avevo consultato le statistiche, si era interessato a come era il funzionamento e condizionamento dell'utente.
Chi ha denaro, aziende intendo, sta portando avanti IA personalizzate; ho avuto la fortuna di affiancare per alcuni giorni un azienda colosso con valore strategico nazionale e mi devo ancora riprendere da quello che mi hanno mostrato.
Magari sono sensibile alle novità, ma io ad oggi con IA ho fatto tanto e risparmiato molto denaro
 

Alphonse02

Utente di lunga data
per me le varie IA troveranno molto interessante questa discussione.
Per me al momento noi siamo molto immaturi nell'utilizzo dell'IA, in merito è molto interessante chiedere noi all'IA che tipo di utenti siamo, siamo classificati in vari livelli in base alle nostre richieste e andando a vedere le statistiche europee fa riflettere come le persone (non ricordo esattamente la % ma era maggiore del 90%) ricadano nei primi 2 livelli dove l'utente o usa l'IA come motore di ricerca (primo livello) o ci gioca (secondo livello) in realtà le potenzialità sono altre.
Solo meno del 2% degli utenti, al momento in cui avevo consultato le statistiche, si era interessato a come era il funzionamento e condizionamento dell'utente.
Chi ha denaro, aziende intendo, sta portando avanti IA personalizzate; ho avuto la fortuna di affiancare per alcuni giorni un azienda colosso con valore strategico nazionale e mi devo ancora riprendere da quello che mi hanno mostrato.
Magari sono sensibile alle novità, ma io ad oggi con IA ho fatto tanto e risparmiato molto denaro
Concordo che le potenzialità dello strumento sono interessanti e le ricadute pratiche anche profittevoli, soprattutto per chi abbia avuto una istruzione di tipo tradizionale, nel senso che ha la capacità di "controllare" abbastanza bene gli errori che AI (all' italiana "IA") commette ogni tanto, ovviamente nel settore dello scibile che conosce l' interrogante. Ma non bisogna affidarsi interamente allAI, altrimenti si corrono seri rischi.

Il problema, a mio modo di vedere, è che la capacità "compilativa" della AI dipende dalla qualità del database dal quale attinge le informazioni. Il Web è pieno di informazioni non accurate o sbagliate, si sa.

Nella fase "creativa", poi, l' AI opera sulla base delle informazioni raccolte adattandole alla realtà fattuale prospettata da chi la interroga, e dunque chi la usa deve utilizzare un linguaggio lineare, per quanto possibile non equivocabile. E qui le possibilità di errore aumentano per ragioni soggettive.

Il fattore linguistico può infatti viziare la comprensione del problema da parte della applicazione.

Dal momento che le AI disponibili al pubblico sono caratterizzate da algoritmi compilati in inglese, uno dei problemi alla base degli errori (nella fase "creativa" ) è il rischio della traduzione mal fatta dove risulta problematica l' ambiguità o molteplicità di significati linguistici attribuiti ad un determinato termine.

Intendo riferirmi alla possibilità che nei passaggi "linguistici" si possono verificare fraintendimenti che possono inficiare l' esattezza del percorso logico-matematico delle istruzioni contenute nell' algoritmo utilizzato.
Un po' quello che capita quando chiedi al computer di tradurre in altra lingua una barzelletta che si basi su un doppio senso.
Quasi sempre la traduzione perde la comicità del linguaggio originale. Non solo non fa ridere ma appare, talvolta, senza senso logico.
 

Caio

Utente di lunga data
Concordo che le potenzialità dello strumento sono interessanti e le ricadute pratiche anche profittevoli, soprattutto per chi abbia avuto una istruzione di tipo tradizionale, nel senso che ha la capacità di "controllare" abbastanza bene gli errori che AI (all' italiana "IA") commette ogni tanto, ovviamente nel settore dello scibile che conosce l' interrogante. Ma non bisogna affidarsi interamente allAI, altrimenti si corrono seri rischi.

Il problema, a mio modo di vedere, è che la capacità "compilativa" della AI dipende dalla qualità del database dal quale attinge le informazioni. Il Web è pieno di informazioni non accurate o sbagliate, si sa.

Nella fase "creativa", poi, l' AI opera sulla base delle informazioni raccolte adattandole alla realtà fattuale prospettata da chi la interroga, e dunque chi la usa deve utilizzare un linguaggio lineare, per quanto possibile non equivocabile. E qui le possibilità di errore aumentano per ragioni soggettive.

Il fattore linguistico può infatti viziare la comprensione del problema da parte della applicazione.

Dal momento che le AI disponibili al pubblico sono caratterizzate da algoritmi compilati in inglese, uno dei problemi alla base degli errori (nella fase "creativa" ) è il rischio della traduzione mal fatta dove risulta problematica l' ambiguità o molteplicità di significati linguistici attribuiti ad un determinato termine.

Intendo riferirmi alla possibilità che nei passaggi "linguistici" si possono verificare fraintendimenti che possono inficiare l' esattezza del percorso logico-matematico delle istruzioni contenute nell' algoritmo utilizzato.
Un po' quello che capita quando chiedi al computer di tradurre in altra lingua una barzelletta che si basi su un doppio senso.
Quasi sempre la traduzione perde la comicità del linguaggio originale. Non solo non fa ridere ma appare, talvolta, senza senso logico.
Ciao Alphonse,
infatti Gork (se così si chiama) non mi hai mai interessato, basandosi su database di X ha dovuto ricercare la "personalità" nell'algoritmo, questa per me è una cagat@ pazzesca!!!
Sul come porsi noi verso IA sono d'accordo con te, noto infatti che chi normalmente parla ad altre macchine (excel o PowerBI o simili) trova molta più semplicità a dialogare con IA (pensiamo solo al valore della funzione "se")
Diverso è quando macchina parla a macchina, tipo diversi gestionali che tramite IA si parlano, allora li ho notato una fluidità, continuità, accuratezza che noi umani ci sogniamo, IA che staccano ordini di zama dalla Cina perchè dai dati vedono che la produzione di gabbie di maiali in Cina è calata nei 2 giorni precedenti...sembra una cavolata ma in un paio di anni di test posso assicurare che l'andamento dei prezzi certe IA apposite lo centrano con anticipo (certo, lo sanno fare anche certe persone, che però hanno studiato/lavorato anni e anni).
Adesso sto testando IA che interrogano persone, loro che chiedono a noi tramite mail, forse da Gennaio implementiamo in maniera mirata al nostro interno; es: IA vede che c'è uno spazio vuoto nel ciclo lavorazione e ti manda una mail del tipo: "Cosa ne dici se in quel buco facciamo 5 cioccolatini per Alphonse, dagli storici lui il 23 il 24 e il 25 di Dicembre li mangia, vuoi che faccia partire una mail con offerta che comprenda solo costi diretti?".

Poi per me sempre meglio filtrare e rifiltrare; tempo bisogna dedicarlo anche lì e come sempre (anche fuori da discorsi IA) la veridicità dei dati è fondamentale; è innegabile però che io ho la sensazione di avere un ingnerotto un po' ingenuo al mio fianco, lui sa molto più di me ma ingenuamente a volte va alla deriva.
Mi resta la sensazione che io devo avere le idee, lanciarle e curarle ma la manodopera è sua e allora posso vendere APP su IOS pur non avendo mai fatto studi informatici (es vero) o fare un videogioco vintage ecc
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ciao Alphonse,
infatti Gork (se così si chiama) non mi hai mai interessato, basandosi su database di X ha dovuto ricercare la "personalità" nell'algoritmo, questa per me è una cagat@ pazzesca!!!
Sul come porsi noi verso IA sono d'accordo con te, noto infatti che chi normalmente parla ad altre macchine (excel o PowerBI o simili) trova molta più semplicità a dialogare con IA (pensiamo solo al valore della funzione "se")
Diverso è quando macchina parla a macchina, tipo diversi gestionali che tramite IA si parlano, allora li ho notato una fluidità, continuità, accuratezza che noi umani ci sogniamo, IA che staccano ordini di zama dalla Cina perchè dai dati vedono che la produzione di gabbie di maiali in Cina è calata nei 2 giorni precedenti...sembra una cavolata ma in un paio di anni di test posso assicurare che l'andamento dei prezzi certe IA apposite lo centrano con anticipo (certo, lo sanno fare anche certe persone, che però hanno studiato/lavorato anni e anni).
Adesso sto testando IA che interrogano persone, loro che chiedono a noi tramite mail, forse da Gennaio implementiamo in maniera mirata al nostro interno; es: IA vede che c'è uno spazio vuoto nel ciclo lavorazione e ti manda una mail del tipo: "Cosa ne dici se in quel buco facciamo 5 cioccolatini per Alphonse, dagli storici lui il 23 il 24 e il 25 di Dicembre li mangia, vuoi che faccia partire una mail con offerta che comprenda solo costi diretti?".

Poi per me sempre meglio filtrare e rifiltrare; tempo bisogna dedicarlo anche lì e come sempre (anche fuori da discorsi IA) la veridicità dei dati è fondamentale; è innegabile però che io ho la sensazione di avere un ingnerotto un po' ingenuo al mio fianco, lui sa molto più di me ma ingenuamente a volte va alla deriva.
Mi resta la sensazione che io devo avere le idee, lanciarle e curarle ma la manodopera è sua e allora posso vendere APP su IOS pur non avendo mai fatto studi informatici (es vero) o fare un videogioco vintage ecc

 

Brunetta

Utente di lunga data

Alphonse02

Utente di lunga data
Ciao Alphonse,
infatti Gork (se così si chiama) non mi hai mai interessato, basandosi su database di X ha dovuto ricercare la "personalità" nell'algoritmo, questa per me è una cagat@ pazzesca!!!
Sul come porsi noi verso IA sono d'accordo con te, noto infatti che chi normalmente parla ad altre macchine (excel o PowerBI o simili) trova molta più semplicità a dialogare con IA (pensiamo solo al valore della funzione "se")
Diverso è quando macchina parla a macchina, tipo diversi gestionali che tramite IA si parlano, allora li ho notato una fluidità, continuità, accuratezza che noi umani ci sogniamo, IA che staccano ordini di zama dalla Cina perchè dai dati vedono che la produzione di gabbie di maiali in Cina è calata nei 2 giorni precedenti...sembra una cavolata ma in un paio di anni di test posso assicurare che l'andamento dei prezzi certe IA apposite lo centrano con anticipo (certo, lo sanno fare anche certe persone, che però hanno studiato/lavorato anni e anni).
Adesso sto testando IA che interrogano persone, loro che chiedono a noi tramite mail, forse da Gennaio implementiamo in maniera mirata al nostro interno; es: IA vede che c'è uno spazio vuoto nel ciclo lavorazione e ti manda una mail del tipo: "Cosa ne dici se in quel buco facciamo 5 cioccolatini per Alphonse, dagli storici lui il 23 il 24 e il 25 di Dicembre li mangia, vuoi che faccia partire una mail con offerta che comprenda solo costi diretti?".

Poi per me sempre meglio filtrare e rifiltrare; tempo bisogna dedicarlo anche lì e come sempre (anche fuori da discorsi IA) la veridicità dei dati è fondamentale; è innegabile però che io ho la sensazione di avere un ingnerotto un po' ingenuo al mio fianco, lui sa molto più di me ma ingenuamente a volte va alla deriva.
Mi resta la sensazione che io devo avere le idee, lanciarle e curarle ma la manodopera è sua e allora posso vendere APP su IOS pur non avendo mai fatto studi informatici (es vero) o fare un videogioco vintage ecc
Ciao, Caio.
Sono un semplice dilettante in materia telematica, perché non ho titoli di natura scientifica da esibire, tranne una maturita svolta al liceo scientifico di una volta.

Mi ha sempre affascinato l' elettronica ed il magnetismo, da prima del liceo, quando studiavo fisica (realizzai un modello di pila di Volta che funzionò), ma all' università ho seguito studi umanistici, sia in Italia che negli USA. Scelta maturata nell' ultimo anno del liceo, prima avrei voluto diventare ingegnere elettronico.

Ho avuto a disposizione per lavorarci uno dei primi personal PC nel 1983 (un IBM con due dischi da 5,14 ") ed uno dei primi portatili (un Epson con schermo a 7 righe) l' anno successivo. Persino una stampante portatile con rotolo di carta termica.
Dunque, al massimo sono un archeologo dilettante in materia di computer. Però sono estremamente curioso, e all' epoca studiandomi un corposo manuale in inglese di una delle prime stampanti ad aghi riuscii, con metodo empirico, a realizzare una procedura (poi mi dissero che poteva essere chiamata "programma") con la quale si poteva stampare la carta intestata dello studio professionale nel quale lavoravo direttamente su modulo continuo, e poi di seguito la lettera, nonché la busta.
Non sono un tecnico e limito le mie conoscenze software a quello che mi serve. Non sono aggiornato sulle ultime release dei programmi e faccio, con le attrezzature modeste che possiedo, esperimenti da ridere per chi è esperto, come mi sembra tu sia.Al massimo sfascio computers di mia proprietà e non attento alle sorti dell' umanità.

Dopo le iniziali diffidenze, ho iniziato ad usare la AI e da circa 8 mesi la impiego giornalmente nella mia attività. Dall' ammirazione sono passato alla critica ed adesso mi sono stabilizzato nell' uso pratico. Da buon seguace del filosofo Bacone.
Il rischio che esprima castronerie tecniche è elevato, quindi mi colloco ben volentieri nella retroguardia di coloro che usano la telematica. Lascio andare avanti chi ci capisce molto più di me.
Con le macchine, più che parlarci, le osservo per vedere come operano. Mi fermo lì.

Ho il pregiudizio, lo confesso, della superiorità degli umani rispetto alle macchine nei processi di apprendimento, riportandomi ai valori attribuiti dalla filosofia classica all' essere umano, il mix di intuizione e pratica che rende ancora l' uomo al centro del creato.
 

Caio

Utente di lunga data
Ciao, Caio.
Sono un semplice dilettante in materia telematica, perché non ho titoli di natura scientifica da esibire, tranne una maturita svolta al liceo scientifico di una volta.

Mi ha sempre affascinato l' elettronica ed il magnetismo, da prima del liceo, quando studiavo fisica (realizzai un modello di pila di Volta che funzionò), ma all' università ho seguito studi umanistici, sia in Italia che negli USA. Scelta maturata nell' ultimo anno del liceo, prima avrei voluto diventare ingegnere elettronico.

Ho avuto a disposizione per lavorarci uno dei primi personal PC nel 1983 (un IBM con due dischi da 5,14 ") ed uno dei primi portatili (un Epson con schermo a 7 righe) l' anno successivo. Persino una stampante portatile con rotolo di carta termica.
Dunque, al massimo sono un archeologo dilettante in materia di computer. Però sono estremamente curioso, e all' epoca studiandomi un corposo manuale in inglese di una delle prime stampanti ad aghi riuscii, con metodo empirico, a realizzare una procedura (poi mi dissero che poteva essere chiamata "programma") con la quale si poteva stampare la carta intestata dello studio professionale nel quale lavoravo direttamente su modulo continuo, e poi di seguito la lettera, nonché la busta.
Non sono un tecnico e limito le mie conoscenze software a quello che mi serve. Non sono aggiornato sulle ultime release dei programmi e faccio, con le attrezzature modeste che possiedo, esperimenti da ridere per chi è esperto, come mi sembra tu sia.Al massimo sfascio computers di mia proprietà e non attento alle sorti dell' umanità.

Dopo le iniziali diffidenze, ho iniziato ad usare la AI e da circa 8 mesi la impiego giornalmente nella mia attività. Dall' ammirazione sono passato alla critica ed adesso mi sono stabilizzato nell' uso pratico. Da buon seguace del filosofo Bacone.
Il rischio che esprima castronerie tecniche è elevato, quindi mi colloco ben volentieri nella retroguardia di coloro che usano la telematica. Lascio andare avanti chi ci capisce molto più di me.
Con le macchine, più che parlarci, le osservo per vedere come operano. Mi fermo lì.

Ho il pregiudizio, lo confesso, della superiorità degli umani rispetto alle macchine nei processi di apprendimento, riportandomi ai valori attribuiti dalla filosofia classica all' essere umano, il mix di intuizione e pratica che rende ancora l' uomo al centro del creato.
Ciao Alphonse,
in realtà io ho studiato tutt'altro, la vita professionale mi ha portato qua e io seguo l'onda, per dirti..io mi occupo di metalmeccanica ma l'onda mi ha portato dalle mummie del museo egizio a Torino agli elicotteri ecc...eppure non c'entra niente con il cuore del mio lavoro.
Ad oggi non credo esistano studi specifici sull'IA, forse qualche corso, webinar o cose simili...ma qua per me vale, come in tanti ambiti della vita, passione, volontà, curiosità ed intelligenza; te lo dice un analogico vero che il suo primo pc l'ha comprato per scrivere la tesi, che le prime smadonnate le ha tirate davanti a SAP a 25 anni e non davanti agli office.
Qualche anno dopo mi trovo qua, tutto per una telefonata di 4/5 anni fa tra me e un francese che mi ha chiesto :"ma voi sapete mandarmi documenti EDI?"; trainato da un cliente (perchè a volte i buoni clienti oltre a pagare bene e puntuale ci indicano anche strade future) sono finito qui ed è stata costruita parte della mia professionalità.
Se sai di avere un pregiudizio per me già sei avanti, l'IA crea scetticismo e disagio è più che comprensibile, al giorno d'oggi ormai le persone tengono di più all'importanza di dare una loro opinione rispetto al valore dell'opinione stessa, è più importante dire che il contenuto di quello che si dice...questo anche quando non si conosce, a volte il silenzio è sinonimo di intelligenza (o quantomeno di ascolto)
 

Caio

Utente di lunga data
Che la IA fa questi calcoli rapidamente.
sì dai...poi sai...un conto è se parliamo di future come strumenti finanziari un conto è parlare di pianificazione di costi di acquisto di materie in azienda produttrice, un conto è il prezzo puntuale un'altro l'andamento
 

Brunetta

Utente di lunga data
sì dai...poi sai...un conto è se parliamo di future come strumenti finanziari un conto è parlare di pianificazione di costi di acquisto di materie in azienda produttrice, un conto è il prezzo puntuale un'altro l'andamento
Ma che ne so? 😂
Ci ho messo anni a capire i future perché per me è una cosa insensata.
Ho visto più volte La Grande Scommessa, ma non mi è ancora chiaro tutto.
Non teoricamente, ma proprio capire.
Ma io ho un problema con i soldi.
Non capisco l’avidità.
Quindi ho messo quella sequenza perché sicuramente sono cosa da IA.
Ma anche per altri dati complessi da gestire.
 

danny

Utente di lunga data
Altro problema connesso all'AI.
L'aumento dei costi dei supporti di memoria.
Se fino a poco tempo fa gli HDD sembravano una tecnologia obsoleta e l'aumento della capacità SSD una costante, ora i prezzi di SSD e HD sono aumentati parecchio. Ho visto tornare in vendita HDD da 512 giga....
E' un problema di costi che si collega a tutta la produzione attuale e comporta problemi rilevanti.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Ulteriore questione: la distribuzione mondiale di prodotti "creativi" come musica, fotografia, filmati, è ora appannaggio di poche, enormi multinazionali.
Spotify è il principale distributore mondiale di musica e lo standard nel settore. Ogni giorno 40.000 pezzi inediti vengono (inutilmente) pubblicati su Spotify e inseriti nelle varie playlist.
Molti contenuti di queste playlist sono confezionati da società, in pratica sono relativi a artisti inesistenti.
Con l'AI e attingendo a questo patrimonio, Spotify può già creare nuovi brani con la AI totalmente in casa, senza alcun bisogno di legarsi a contratti con case discografiche o agenzie.
Siamo passati dal connubio tra l'artista che veniva usato dalle case discografiche come prodotto da vendere al distributore che può produrre autonomamente tutto quanto senza necessità di alcun aiuto esterno: niente produttore, fonici, sale di incisione, musicisti, autori, cantanti, strumenti musicali, impianti audio. Stessa cosa per gli stocchisti di foto, come Shuttertstock, che introducono nei loro cataloghi sempre più contenuti generati dall'AI. Addio modelle, agenzie, fotografi, e relativi commerciali. Questo vale ovviamente anche per la carta stampata: i contenuti possono essere generati in autonomia, soprattutto per video e immagini.
Anche i social stanno ricorrendo sempre più a contenuti creati artificialmente, con testi, video e immagini che molti consumatori faticano a distinguere dal reale. Da qui a produrre film senza attori, registi, sceneggiatori etc manca poco.
 

Barebow

Utente di lunga data
Ulteriore questione: la distribuzione mondiale di prodotti "creativi" come musica, fotografia, filmati, è ora appannaggio di poche, enormi multinazionali.
Spotify è il principale distributore mondiale di musica e lo standard nel settore. Ogni giorno 40.000 pezzi inediti vengono (inutilmente) pubblicati su Spotify e inseriti nelle varie playlist.
Molti contenuti di queste playlist sono confezionati da società, in pratica sono relativi a artisti inesistenti.
Con l'AI e attingendo a questo patrimonio, Spotify può già creare nuovi brani con la AI totalmente in casa, senza alcun bisogno di legarsi a contratti con case discografiche o agenzie.
Siamo passati dal connubio tra l'artista che veniva usato dalle case discografiche come prodotto da vendere al distributore che può produrre autonomamente tutto quanto senza necessità di alcun aiuto esterno: niente produttore, fonici, sale di incisione, musicisti, autori, cantanti, strumenti musicali, impianti audio. Stessa cosa per gli stocchisti di foto, come Shuttertstock, che introducono nei loro cataloghi sempre più contenuti generati dall'AI. Addio modelle, agenzie, fotografi, e relativi commerciali. Questo vale ovviamente anche per la carta stampata: i contenuti possono essere generati in autonomia, soprattutto per video e immagini.
Anche i social stanno ricorrendo sempre più a contenuti creati artificialmente, con testi, video e immagini che molti consumatori faticano a distinguere dal reale. Da qui a produrre film senza attori, registi, sceneggiatori etc manca poco.
Ne ha parlato ampiamente Paolo Attivissimo nel suo podcast "Il disinformatico".
 
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