Ciao Alphonse,
infatti Gork (se così si chiama) non mi hai mai interessato, basandosi su database di X ha dovuto ricercare la "personalità" nell'algoritmo, questa per me è una cagat@ pazzesca!!!
Sul come porsi noi verso IA sono d'accordo con te, noto infatti che chi normalmente parla ad altre macchine (excel o PowerBI o simili) trova molta più semplicità a dialogare con IA (pensiamo solo al valore della funzione "se")
Diverso è quando macchina parla a macchina, tipo diversi gestionali che tramite IA si parlano, allora li ho notato una fluidità, continuità, accuratezza che noi umani ci sogniamo, IA che staccano ordini di zama dalla Cina perchè dai dati vedono che la produzione di gabbie di maiali in Cina è calata nei 2 giorni precedenti...sembra una cavolata ma in un paio di anni di test posso assicurare che l'andamento dei prezzi certe IA apposite lo centrano con anticipo (certo, lo sanno fare anche certe persone, che però hanno studiato/lavorato anni e anni).
Adesso sto testando IA che interrogano persone, loro che chiedono a noi tramite mail, forse da Gennaio implementiamo in maniera mirata al nostro interno; es: IA vede che c'è uno spazio vuoto nel ciclo lavorazione e ti manda una mail del tipo: "Cosa ne dici se in quel buco facciamo 5 cioccolatini per Alphonse, dagli storici lui il 23 il 24 e il 25 di Dicembre li mangia, vuoi che faccia partire una mail con offerta che comprenda solo costi diretti?".
Poi per me sempre meglio filtrare e rifiltrare; tempo bisogna dedicarlo anche lì e come sempre (anche fuori da discorsi IA) la veridicità dei dati è fondamentale; è innegabile però che io ho la sensazione di avere un ingnerotto un po' ingenuo al mio fianco, lui sa molto più di me ma ingenuamente a volte va alla deriva.
Mi resta la sensazione che io devo avere le idee, lanciarle e curarle ma la manodopera è sua e allora posso vendere APP su IOS pur non avendo mai fatto studi informatici (es vero) o fare un videogioco vintage ecc
Ciao, Caio.
Sono un semplice dilettante in materia telematica, perché non ho titoli di natura scientifica da esibire, tranne una maturita svolta al liceo scientifico di una volta.
Mi ha sempre affascinato l' elettronica ed il magnetismo, da prima del liceo, quando studiavo fisica (realizzai un modello di pila di Volta che funzionò), ma all' università ho seguito studi umanistici, sia in Italia che negli USA. Scelta maturata nell' ultimo anno del liceo, prima avrei voluto diventare ingegnere elettronico.
Ho avuto a disposizione per lavorarci uno dei primi personal PC nel 1983 (un IBM con due dischi da 5,14 ") ed uno dei primi portatili (un Epson con schermo a 7 righe) l' anno successivo. Persino una stampante portatile con rotolo di carta termica.
Dunque, al massimo sono un archeologo dilettante in materia di computer. Però sono estremamente curioso, e all' epoca studiandomi un corposo manuale in inglese di una delle prime stampanti ad aghi riuscii, con metodo empirico, a realizzare una procedura (poi mi dissero che poteva essere chiamata "programma") con la quale si poteva stampare la carta intestata dello studio professionale nel quale lavoravo direttamente su modulo continuo, e poi di seguito la lettera, nonché la busta.
Non sono un tecnico e limito le mie conoscenze software a quello che mi serve. Non sono aggiornato sulle ultime release dei programmi e faccio, con le attrezzature modeste che possiedo, esperimenti da ridere per chi è esperto, come mi sembra tu sia.Al massimo sfascio computers di mia proprietà e non attento alle sorti dell' umanità.
Dopo le iniziali diffidenze, ho iniziato ad usare la AI e da circa 8 mesi la impiego giornalmente nella mia attività. Dall' ammirazione sono passato alla critica ed adesso mi sono stabilizzato nell' uso pratico. Da buon seguace del filosofo Bacone.
Il rischio che esprima castronerie tecniche è elevato, quindi mi colloco ben volentieri nella retroguardia di coloro che usano la telematica. Lascio andare avanti chi ci capisce molto più di me.
Con le macchine, più che parlarci, le osservo per vedere come operano. Mi fermo lì.
Ho il pregiudizio, lo confesso, della superiorità degli umani rispetto alle macchine nei processi di apprendimento, riportandomi ai valori attribuiti dalla filosofia classica all' essere umano, il mix di intuizione e pratica che rende ancora l' uomo al centro del creato.