Ci sono due chiavi di lettura, che anche qui tutti avete evidenziato.
La prima individua le responsabilità nella società, rea di non riuscire a promuovere valori che proteggano i componenti da cui è composta.
E' la spiegazione da anni più in voga: ma anche la più tranquillizzante, perché motiva sia il delitto più aberrante che il tradimento, o qualsiasi altro disagio, crimine, comportamento antisociale.
C'è sempre qualche causa, che sia lo stress, lo stile di vita, la tecnologia, il consumismo, il mondo del lavoro, la ricchezza, la povertà, l'educazione, la cultura, l'assenza di valori spirituali...
I sociologi dei media enfatizzano generalmente queste ragioni.
Poi ce n'è un'altra, che è scomparsa da anni dalle nostre conversazioni, decisamente più antica, che gli uomini davano quando non trovavano capri espiatori come oggi.
Il libero arbitrio.
Che è quello che ti fa scegliere tra bene, male o ti dà anche la facoltà di non scegliere.
Qui le colpe non ricadono sulla società, ma sull'individuo.
E' la spiegazione meno rassicurante perché non prevede giustificazioni né alibi.
Nè in fin dei conti quei lunghi dibattiti che si estenuano a cercare e individuare le ragioni altrove e non in noi.
Così, anche per proteggere noi stessi, per aver fiducia in chi incontriamo ogni giorno, per difenderci da questi avvenimenti.
E' una chiave raggelante come trovarsi di fronte alla morte.
L'individuo diventa assassino per sua volontà, perché porta avanti la sua possibilità di diventare malvagio.
Per questo tutti oggi la rifuggono.