Sentenza di Riferimento: Cassazione n. 28815/2008
La sentenza di riferimento è Corte di Cassazione, Terza Sezione Penale, n. 28815 del 16 luglio 2008 (depositata il 17 luglio 2008).
Il Principio Stabilito
La Cassazione, con questa pronuncia, ha chiarito e ampliato il concetto di "sostituzione ad altra persona" di cui all'Art. 609-bis c.p., stabilendo che esso non si limita al solo scambio di persona fisica, ma include anche la simulazione di un'identità fittizia.
Il Fatto: Nel caso specifico esaminato dalla Corte, l'imputato aveva intrattenuto una relazione sessuale con la vittima dopo essersi attribuito una falsa identità personale, mentendo sul proprio nome, sulla propria qualifica professionale e sul suo stato civile.
La Decisione: La Corte ha ritenuto che il reato di violenza sessuale fosse configurato, poiché l'inganno non riguardava le semplici "qualità" del soggetto (es. la ricchezza), ma la sua identità nucleare come partner relazionale.
La Tesi: Il consenso della vittima era stato prestato non alla persona fisica dell'imputato, ma a una figura fittizia e inesistente creata ad arte. Di conseguenza, il consenso all'atto sessuale è stato considerato radicalmente nullo (tamquam non esset, come se non fosse mai stato dato), integrando l'assenza di consenso richiesta per la condanna.
Questa sentenza è un pilastro per sostenere che la creazione di una falsa identità totale (generalità, status e professione) allo scopo di indurre l'atto sessuale è equiparabile alla violenza sessuale.
Mi ricorda i film degli anni '80... Aspetta... Sapore di Mare, dove l'autista si finge figlio di un ricco per portarsi a letto la bella mantenuta da un altro riccastro.
Ma che ne so che non mi hanno raccontato delle balle analoghe le tizie? Potrei essere anche uno stuprato per lo stesso motivo e allo stesso tempo, a sto punto
Obiettivamente esistono anche donne sposate che danno nomi falsi o non danno il nome proprio per evitare che il tipo si presenti a casa.
A dire il vero una cosa così l'abbiamo fatta da ragazzi con tre tipe conosciute in vacanza.
Nomi falsi per chiudere la cosa in quell'ambito vacanziero.
Poi uno di noi tre si è malauguratamente fidanzato con una di loro e ha portato avanti per qualche anno un doppio nome...
Di solito il nome falso è uno stratagemma per rapporti fedifraghi occasionali.
E non ha genere, lo fanno sia uomini che donne in determinate occasioni.
Ho conosciuto almeno due donne che avevano due nomi...
Conta l’autenticità della persona.
Non sempre il rapporto poggia su basi romantiche.
Nelle discoteche mia figlia ha beccato tre Filippo di fila.
Sarà un caso?
Se è una storia di una sera, finisce lì e si sa.
A me veniva da ridere ad ogni Filippo nuovo...
Almeno sapere chi sei.
Non so come puoi considerare accettabile un comportamento, determinato non so da cosa, forse il gusto del l’inganno o del desiderio di sentirti un personaggio, ancora adesso innocuo.
Per difenderti.
E ti assicuro che è molto più femminile che maschile.
Credo che sulle App tutti mettano il proprio nome e cognomi veri?
O sui forum?
Credo sia successo a tutte un paio di volte nella vita. Non con mio marito per fortuna.
Nel mentre ho pensato: ma che cazz..

non ho bloccato la cosa. Ho affrettato e finito la pratica. Non mi sono sentita stuprata, ma non ho nemmeno dichiarato che era meglio finire lì..
A noi va peggio.
Se lo facciamo controvoglia ci si ammoscia durante.
Figura di merda assicurata quindi.
Però è anche brutto dire 'No, stasera no perché ho un po' di colite e non ho voglia, quindi non mi tirerebbe abbastanza per andare oltre i 156 secondi.'
Le donne si aspettano che l'uomo sia sempre infoiato.
Almeno i primi due mesi.
Beh penso che sia perché dentro di te eri "d'accordo" per non offenderlo. È diverso, credo, quando una mostra disagio o dolore, cerca di toglierselo da addosso e lui ti forza a concludere. A me è capitato che uno cercasse di baciarmi, non volevo e mi ha strattonato, sono rimasta molto male.
Uno stronzo.